Best Buy, best strategy

best buyL’avanzata del digitale è inesorabile e non avrebbe senso pensare di contrastarla. D’altro canto, i consumatori hanno dimostrato di apprezzare ancora il negozio tradizionale, anche se è innegabile che stia avvenendo un ridimensionamento nelle quote reciproche di mercato. Sempre negli Stati Uniti c’è un retailer che sta facendo storia perché è riuscito a rispondere agli attacchi di Amazon senza perire, e anzi, crescendo: è Best Buy.

Hubert Joly, Ceo di Best Buy intervistato dal New York Times ha raccontato la strategia dell’insegna a partire dal 2012, quando è cominciato il “problema Amazon”. La prima mossa è stata quella di eguagliare i prezzi di Amazon. All’epoca infatti i clienti visitavano lo store fisico per toccare il prodotto con mano, ma poi acquistavano online da retailer diversi (showrooming). Anche se abbassare i prezzi ha comportato un costo considerevole per Best Buy, così facendo ha fermato la fuga dei clienti verso l’online.

Accanto al prezzo, maggiore efficienza operativa: su segnalazione del personale, Joly ha fatto sistemare il software di ricerca dei prodotti a magazzino, e per fornire un servizio migliore ai clienti online ha sincronizzato gli inventari dei magazzini e dei 1.000 punti vendita fisici permettendo che le consegne partissero dalla location più vicina. Così facendo è cresciuta l’efficienza del sistema, e il fatto che il 40% delle consegne nel 2017 provenisse dagli store fisici dimostra che l’idea è buona.

Non sono tutte rose e fiori, perché anche Best Buy ha tagliato i costi, chiuso negozi e licenziato del personale, ma ha cercato di farlo in maniera graduale, facendo scadere i leasing e preferendo riassegnare piuttosto che licenziare, cercando l’efficienza in tutta la gestione, anche nelle piccole cose.