Elettronica di consumo? Prendiamo spunto da quanto fatto nel canale food o luxury

negozi del futuro
Michele Felloni via LinkedIn

Diamo voce a questo commento di Michele Felloni (Retail Development Manager) pubblicato sul suo profilo LinkedIn, dove parla del futuro dei punti vendita di elettronica di consumo.

Si fa un gran parlare di come sarà il negozio del futuro, soprattutto nel mondo dell’elettronica di consumo, mondo oggi fortemente sotto pressione per via della drastica riduzione dei margini. Lasciamo stare di chi sia la colpa, se delle vendite online o della politica promozionale incontrollata, un dato è certo: denaro per investimenti futuri ce n’è sempre meno.

Touch point digitali, cartellini elettronici, robot, sistemi di pagamento automatici, intelligenza artificiale, realtà virtuale, integrazione online/offline, sono tutti mezzi necessari, oserei dire quasi delle commodities per un negozio che oggi si ritenga al passo con i tempi, ma sono costosi e non sono sufficienti a garantire un’esperienza d’acquisto veramente diversa ed attraente.

Avere personale competente e che funga più da consulente che da venditore è un passaggio obbligato ma anche in questo caso di non facile realizzazione, anche perchè in contro tendenza con quanto fatto negli ultimi anni (despecializzazione, riduzione del numero di addetti etc.) di sicuro bisogna investire sui venditori rimasti e formarli in modo “eccellente”.

I servizi? Certo sono fondamentali elementi di fidelizzazione e importanti vendite complementari ma anche questi il cliente li vede come un qualcosa di scontato e chiede sempre maggior qualità e varietà nell’erogazione, chiede per esempio maggior personalizzazione.

Quindi, se esiste una ricetta per modernizzare il negozio è di sicuro molto complessa e difficilmente applicabile a tutti i punti vendita, anche perchè vi sono punti vendita performanti e punti vendita che sopravvivono appena (per non dire in perdita costante).

Probabilmente bisogna avere il coraggio di cambiare paradigma, fare dei test veramente innovativi, prendere spunto da modelli anche lontani dalla realtà dell’elettronica di consumo, non soffermarsi solo sulla tecnologia a supporto (come detto poc’anzi delle commodities) pensando che risolva tutti o gran parte dei problemi.

Magari bisogna guardare un po’ di più a quanto fatto nel canale food o luxury, per esempio. Partire dal come generare curiosità e lavorare molto di più sugli eventi in-store, sull’attività social (sia online che offline), organizzare corsi di formazione per i clienti, capire quali sono gli elementi che realmente danno e fanno percepire valore e capire come trarne un beneficio economico.

Insomma, tutto questo mio lungo “pensiero” solo per dire che la strada verso il negozio del futuro è lunga e quantomai complessa ed i problemi che affliggono soprattutto il canale dell’elettronica non si risolvono solamente con l’applicazione della tecnologia o con un’esposizione dei prodotti diversa ma va ripensato il modello.