EFCEM: efficienza come strumento di leadership tecnologica

Evaldo Porro, Presidente di EFCEM Italia

«In Italia sono circa 350.000 le utenze che utilizzano apparecchiature per il freddo professionale», afferma Evaldo Porro presidente di EFCEM Italia, l’associazione nazionale dei produttori di apparecchiature per l’ospitalità, intervenuto al convegno nazionale di Assofrigoristi. Per lo più si tratta di cucine in alberghi, scuole, enti pubblici o privati, HO.RE.CA. È una realtà che consuma circa 25.440 GWh/anno di energia (gas+elettrico), di cui il 28% circa è dedicato alla refrigerazione. «In altre parole, questa realtà consuma il 40% di quanto consumarono in Italia 26 milioni di famiglie». Basti pensare che un refrigeratore domestico consuma 150kWh/anno mentre un refrigeratore professionale ne consuma 10 volte tanto. «In questo intervallo si possono raggiugere notevoli risparmi in termini di consumo energetico» afferma Porro. Innanzitutto, divenendo coscienti di cosa si acquista in termini di consumi energetici. A questo scopo è stata introdotta dal 1° luglio 2016 l’etichetta energetica per gli apparecchi del freddo professionale. Lo scopo di tale etichetta è innanzitutto creare trasparenza per l’acquirente sui consumi energetici dell’apparecchio che acquista. Lo scopo ultimo è spostare il driver di acquisto dal prezzo iniziale dell’apparecchio al risparmio che esso permette di raggiungere nel suo arco di vita.

Il 28% dei consumi energetici delle cucine professionali italiane è destinato alla refrigerazione (credits EFCEM)

Conti alla mano, Porro afferma: «Se stimiamo l’arco di vita di un apparecchio professionale di circa dieci anni e se consideriamo che un apparecchio efficiente permette un risparmio annuo che varia tra le 300 e le 700€, questo significa un risparmio di 3000-7000€ sulla vita utile dell’apparecchio. Teniamo presente che in genere i costi iniziali di investimento si aggirano tra le 1500 e le 2000€!»
Certo, ogni etichetta, per quanto valida, perde d’effetto se non si sorveglia il mercato. Per questo EFCEM, in collaborazione con le camere di commercio, ha condotto i primi test documentali per verificare la conformità degli apparecchi alle norme di etichettatura. Questi hanno portato ad alcune sanzioni ma: «Sanzionare non è il nostro scopo. Noi vogliamo educare il mercato alla efficienza e all’affermazione del concetto di risparmio energetico. Per questo conduciamo intense attività di formazione e seminari sia con gli acquirenti che con i produttori di apparecchi, per continuare ad affermare la validità dell’efficienza energetica come strumento di risparmio economico, di salvaguardia ambientale e di leadership tecnologica».

Figura 3:

Il 28% dei consumi energetici delle cucine professionali italiane è destinato alla refrigerazione (credits EFCEM)