DELOITTE – Il retail italiano non vola oltreconfine

Dati Deloitte retailL’edizione 2018 del “Global Powers of Retailing” di Deloitte raccoglie gli ultimi dati disponibili sull’andamento del retail a livello globale. Il 2016, l’ultimo anno rilevato vede ancora una volta nei primi venti posti della classifica la presenza dominante di insegne molto note a livello internazionale, come Wal-Mart, Amazon, the Home Depot o Metro.

I primi Electronics Specialist s’incontrano dopo la venticinquesima posizione, dove compare l’americana Best Buy (ventiseiesimo posto), seguita a una certa distanza da Apple (trentaquattresima). Su 250 aziende che entrano nella classifica di Deloitte come top player del retail, quelle specializzate in elettronica ed elettrodomestici sono dodici, la metà delle quali giapponesi, due statunitensi, due cinesi, una australiana e una sola europea, la britannica Dixons.

Stando alle analisi di Deloitte, l’elettronica di consumo assieme ai beni per il tempo libero sono stati nel 2016 tra i settori del retail più dinamici. Con 51 società, rappresentano il 20,4% dei 250 top retailer e il 17% del loro giro d’affari totale. Si tratta di un’area che si sta risollevando dal 2010, dopo la pesante crisi economica che l’aveva colpita, e che nel 2016 ha registrato una crescita a valore del 7,6%, la più alta in assoluto di tutti i settori esaminati. La crescita totale dei top 250 retailer è stata infatti del 4,1%.

Se passiamo a osservare la situazione del retail italiano, troviamo solo quattro player, tutti legati al Grocery: Coop in settantaduesima posizione, Conad in settantottesima, Esselunga in cento trentunesima ed Eurospin in cento ottantasettesima. La quasi totale assenza del retail made-in-Italy nel panorama mondiale non è di sicuro una novità, ma la situazione non sembra evolvere verso un’internazionalizzazione delle nostre catene. Ciò penalizza la posizione nazionale a confronto con vari mercati molto vicini alla Penisola, con un retail storicamente molto presente oltreconfine, come la Germania, che vanta 17 aziende, la Francia o il Regno Unito, entrambe con 12 aziende che, nel caso di quelle francesi operano in più di trenta paesi.