PwC – L’Intelligenza Artificiale entra in negozio

Tra le nuove tendenze di consumo, l’uso dell’Intelligenza Artificiale si sta facendo strada e diventa un possibile driver anche per il rilancio del negozio fisico
Tra le nuove tendenze di consumo, l’uso dell’Intelligenza Artificiale si sta facendo strada e diventa un possibile driver anche per il rilancio del negozio fisico

Il punto vendita fisico si sta reinventando e anche i consumatori se ne sono accorti.
A confermarlo è la Global Consumer Insights Survey (GCIS) 2018 realizzata da PwC che, dal 2010 a oggi, ha visto un ritorno dei clienti finali in negozio. L’inversione di tendenza, se così possiamo chiamarla, ha avuto inizio nel 2016, quando si registra un aumento degli intervistati che dichiarano di aver visitato uno store fisico la settimana precedente. Questi infatti sono passati dal 36% nel 2015 al 40% e lo scorso anno hanno raggiunto il 44%.

La visita in negozio diventa però sempre di più una ricerca di esperienza, non di semplice visione della merce esposta e in tal senso sembrano avere particolare successo le attività di co-branding, le iniziative coinvolgenti e l’uso di strumenti innovativi, come l’intelligenza Artificiale. Secondo PwC, infatti, aumentano i consumatori già in possesso di dispositivi in grado di usarla come shopping assistant o che prevedono di dotarsene in futuro. Oggi questi si concentrano soprattutto in Asia, ma aumentano anche in Europa.

La maggioranza si trova in Cina, Vietnam, Indonesia, Stati Uniti, Thailandia e Brasile. L’Italia si colloca al decimo posto della classifica dei consumatori intervistati da PwC che già possiedono o intendono dotarsi di strumenti che si avvalgono di funzioni di Intelligenza Artificiale anche per velocizzare gli acquisti. L’inserimento di questa tecnologia in store diventerà quindi sempre più stimolante e accattivante.

Tra gli altri cambiamenti più evidenti nelle abitudini di consumo, PwC evidenzia il calo nell’uso del personal computer per effettuare gli acquisti on-line, sceso dal 27% del 2013 a una media del 20%. Tablet e smartphone naturalmente sono invece in forte crescita, il primo passando dall’8% al 12% e il secondo dal 7 al 17%.

L’indagine prosegue poi mettendo in luce altre nuove tendenze nelle abitudini dei consumatori, tra le quali spicca il desiderio di ricevere la merce ordinata in tempi sempre più stretti, anche pagando un supplemento maggiore: più del 40% del panel coinvolto ha infatti dichiarato di essere disposto a sostenere una spesa aggiuntiva per ricevere gli acquisti in giornata.

Un’altra area di grande interesse per il retail, quando si parla di abitudini dei consumatori, è quella del ruolo della pubblicità: attraverso quali canali raggiungere il consumatore è un tormentone diffuso, in un’epoca in cui i touch point si moltiplicano in continuazione. La tendenza generale vede un uso sempre più frequente dei social media, proponendo brand e prodotti in maniera “più naturale” e meno invadente rispetto a mail e newsletter. L’apprezzamento di queste scende infatti al 14%, mentre il 37% dei consumatori trae inspirazioni per gli acquisti dai social network e il 34% direttamente dal sito Internet del retailer.

La comparazione dei prezzi, rimane infine uno strumento ancora molto usato nella scelta degli acquisti, come attesta il 32% dei rispondenti.

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