La tecnologia riscrive le regole del retail

È in arrivo una vera e propria rivoluzione nel rapporto tra retailer e cliente, guidata dalle startup impegnate nella progettazione di prodotti e servizi futuristici, pronte a riscrivere le regole del settore e i suoi specifici aspetti.

Marzia Anelli all’interno del primo venture incubator al mondo H-Farm collabora con il team di Accelerazione, a stretto contatto con le startup. «Nel giro di un paio di lustri, il retail garantirà un’esperienza più personalizzata sia in store che online»

Blockchain e sostenibilità
Stiamo assistendo a una continua evoluzione del retail: se da un lato c’è la rivalutazione del punto vendita fisico (inteso come luogo di riferimento per gli acquisti ma anche come showroom per avvicinare gli utenti ai brand), dall’altro lato possiamo osservare la crescita dell’e-commerce, sempre più ristrutturato nel segno della personalizzazione.

In fatto di innovazione, è il fashion a spiccare di più per quanto riguarda temi come l’efficienza, la sostenibilità e l’economia circolare.
H-Farm – primo venture incubator al mondo – ospita delle startup che stanno lavorando su più progetti, cercando di capire come la blockchain possa avvicinarsi al mondo del retail. I filoni principali, al momento, sono due: quello della tracciabilità – intesa come motore della sostenibilità e a una maggiore efficienza della supply chain – e quello della blockchain come strumento utile a riconoscere l’originalità dei prodotti a supporto della lotta alla contraffazione.
Alcune startup si rivolgono al consumatore e lavorano su soluzioni di mobile technology per la vendita dell’usato, mentre altre sviluppano strumenti di analitycs per ottimizzare i processi interni dei negozi attraverso l’analisi dei dati sul numero e sui comportamenti dei clienti, allo scopo di migliorare le interazioni con i consumatori. Altre ancora si occupano di vision recognition, ovvero la tecnologia di riconoscimento dell’immagine per casi d’uso essenzialmente online.
Quello che è certo è che in futuro il retail riuscirà a garantire un’esperienza sempre più personalizzata, sia instore sia online, mettendo a disposizione nuovi modi per comprare,  come ad esempio la voice recognition, già utilizzata da Amazon con Amazon Echo e che permette di fare la spesa chiedendo al device ciò di cui abbiamo bisogno.

Andrey Golub, co-Founder & Ceo di Else Corp. «In futuro l’attenzione dei retailer si concentrerà sempre più sul tema della sostenibilità e si passerà da soluzioni in realtà aumentata dal 3D interattivo ad una rivoluzione guidata dalla realtà virtuale e mista»

A ognuno il suo prodotto
Secondo ELSE Corp, startup che sviluppa il modello di business del “Vitual Retail”, il cliente vorrà sentirsi sempre più coinvolto nelle dinamiche di acquisto, per vivere nuove e interessanti esperienze.
“Ai brand, ai retailer, ai produttori e ai designer indipendenti proponiamo la piattaforma E.L.S.E. – Exclusive Luxury Shopping Experience -, per la customizzazione e personalizzazione di massa in 3D di prodotti di moda,” spiega il co-Founder & Ceo Andrey Golub.
Questa soluzione, già presente sul mercato del settore calzaturiero con la piattaforma else.shoes, consente ai clienti di scegliere e configurare prodotti unici, grazie a un’esperienza di shopping virtuale 3D coinvolgente, semplice e conveniente.
“La nostra visione si basa sulla coesione tra lo shopping in store e quello online. Grazie a questa piattaforma i brand e i retailer offrono all’utente la possibilità di customizzare i prodotti sulla base del loro catalogo virtuale in 3D e di selezionare per ogni modello le parti da personalizzare, con la possibilità di scegliere tra materiali, colori, stili, accessori ed elementi particolari, come ad esempio il monogramma”, prosegue Golub. “In questo modo, il cliente avrà la possibilità di acquistare un prodotto esclusivo, realizzato sulla base dei propri gusti, mentre i retailer vedranno un miglioramento nelle vendite per metro quadro e una nuova formula di gestione a basso rischio, senza scorte in magazzino. Inoltre, potranno offrire nuovi servizi premium in negozio, come la scansione 3D dei piedi e la personalizzazione dei prodotti in 3D. Questo tipo di innovazione si presta meglio per i brand di media dimensione, che offrono un prodotto di qualità garantita, made in Italy, e che hanno bisogno di internazionalizzarsi con un budget limitato.”

Per quanto riguarda il futuro, anche secondo Else, l’attenzione dei retailer si concentrerà sempre più sul tema della sostenibilità; inoltre, “tecnicamente parlando, si passerà da soluzioni in realtà aumentata dal 3D interattivo a una rivoluzione guidata dalla realtà virtuale e mista.”

Sul numero di maggio 2018 della rivista ae è presente un approfondimento sul processo di trasformazione del retail su cui stanno lavorando moltissime startup, pronte a riscrivere, ognuna dedicandosi a specifici aspetti, le regole del settore.