Telefonia ed elettrodomestici: cosa unisce questi “mondi”?

Se qualche anno fa non avremmo saputo rispondere alla domanda oggi la risposta c’è, e la si trova nella connettività, che ha permesso di creare la rete di oggetti connessi chiamata Internet delle cose (IoT).
L’IoT sta infatti cambiando non solo il mondo del retail, ma anche l’offerta degli operatori telefonici che si sta ampliando per andare oltre la serie di smartphone e tablet e aprirsi ai dispositivi dell’ elettronica di consumo.

L’offerta oggi: Tim, Wind Tre e Vodafone
Oltre a tablet e telefonini, Tim, Wind Tre e Vodafone propongono all’interno di spazi fisici o del proprio sito Internet oggetti di diverso tipo: dal televisore al dispositivo di controllo per la sicurezza degli animali domestici, agli accessori legati alla telefonia, fino alla cassa acustica, la bilancia e la telecamera per il videocontrollo remoto dell’abitazione.
La multicanalità dell’offerta commerciale ha portato le aziende a muovere i primi passi in direzione dell’IoT e della smart home, settore interessante e in grande sviluppo per chiunque operi nel retail degli elettrodomestici, per una visione più avanzata delle vendite di elettronica di consumo che mira a offrire soluzioni abbordabili e semplici per i clienti.
La capacità di aggregare expertise da operatori diversi per sviluppare un’offerta esclusiva che abbina hardware, software e “intelligenza” potrebbe rivelarsi la chiave per combattere gli operatori online della convenienza sul campo della qualità e del servizio.

Francesco Camarda, Marketing Manager Internet delle Cose Consumer di Vodafone
«Siamo stati i primi a credere nell’IoT, già 5 anni fa e oggi siamo presenti nel mondo con 59 milioni di oggetti connessi. Per Vodafone rappresenta un’espansione dell’offerta, ma anche un’occasione da non perdere, poiché siamo fornitori di connettività»

V by Vodafone
A novembre, Vodafone ha annunciato il suo ingresso nel mercato dell’IoT con il lancio della linea V by Vodafone e i suoi quattro prodotti tutti connessi alla piattaforma IoT Vodafone grazie a una Sim autonoma e gestibili da una App dedicata. Si tratta di un dispositivo per la sicurezza e il controllo dell’automobile, una videocamera 4G per la sicurezza in remoto dell’abitazione, un tracker per animali domestici e uno per valigie, zaini e borse.
Tra i primi a credere nell’Internet delle cose, Vodafone ha come obiettivo quello di creare un ecosistema V by Vodafone composta da oggetti capaci di interagire tra loro e con le persone, senza però volersi trasformare in un produttore di hardware o in una catena di elettronica di consumo. Anche se per ora si tratta di oggetti legati alla Sim Vodafone e venduti presso i negozi fisici e online dell’operatore, l’idea è quella di proporli anche nei canali tradizionali. Dei quattro oggetti disponibili, due sono realizzati in collaborazione con produttori: Alcatel per V-Bag e Arlo per V-Camera, mentre V-Auto è prodotto da Vodafone Automotive e V-Pe da Kippy Vita.
Un altro elemento distintivo, utile suggerimento per i retailer, sta nella possibilità di utilizzare i dispositivi V by Vodafone all’interno di tutti i 32 Paesi in cui il Gruppo è presente, senza costi aggiuntivi di roaming: la rottura delle barriere nazionali, in un mondo sempre più connesso e in movimento, rappresenta ormai un valore aggiunto sempre più importante.

Stefano Nordio, Vice Presidente D-Link Europe
« Gli operatori di telefonia si stanno evolvendo molto in fretta per adeguarsi alla domanda del mercato, guardando con molta più attenzione rispetto al passato alle richieste della clientela»

Tim e Wind Tre
Nell’ambito della connettività e dell’IoT, le scelte di Tim e Wind Tre  sono in parte diverse.
Tim, per esempio, propone sul proprio sito sia prodotti a marchio proprio sia prodotti con marchi di noti produttori, come D-Link. La partnership con D-Link va oltre i numeri, poiché i prodotti sono sempre legati a un servizio.
Il primo prodotto venduto sul sito Wind Tre è stato un modem router entry level classico, proposto con l’abbonamento standard Adsl di Infostrada. Un grande successo che è stato poi aggiornato con un modello verticale standard wireless AC che potesse sfruttare al meglio la velocità di connessione offerta da Wind Tre. Accanto al mondo consumer, l’area business, questa volta con un modello VoIP. Sono prodotti progettati espressamente per Wind Tre e non disponibili presso i negozi delle catene di elettronica di consumo. La scelta è dovuta anche al prezzo: essendo stati sviluppati ad hoc, non sono compatibili con i costi della gds, ma grazie alla partnership con Wind possono comunque essere riversati dal produttore nei dispositivi venduti nella grande distribuzione.
Tim e Wind Tre, per espandere la propria offerta, hanno dunque puntato su D-Link, che ha reso possibili nuove soluzioni negli ambiti di riferimento sui quali si è scelto di puntare: la sicurezza fisica e la casa intelligente.
Con Wind Tre si è iniziato con il proporre telecamere di sorveglianza a marchio mydlink, abbinati all’offerta dell’operatore, con un ampliamento della sua proposizione con l’obiettivo di rispondere a un’esigenza specifica della clientela. Questo tipo di strategia porta a far maturare il mercato, poiché il cliente finale acquista l’hardware e anche la soluzione di rete, risolvendo così da subito una possibile difficoltà di accesso al settore. Le soluzioni con Tim e Wind Tre sono disponibili sia nel canale fisico che in quello digitale sia nella gds, e nel tempo sono state completate con uno smart plug e dei sensori di movimento.
Tramite Tim, D-Link vende anche un kit per la casa intelligente che comprende una sirena d’allarme, un sensore di movimento e una telecamera di videosorveglianza.

Logistica e responsabilità
Dal punto di vista di un produttore di hardware come D-Link la partnership presenta vantaggi accanto a sfide da affrontare.
La vendita online è di certo più semplice da gestire rispetto alla distribuzione capillare dei prodotti presso i numerosi punti vendita degli operatori telefonici, impegnati più nel proprio core business che nella promozione dello IoT o della smart home. In questo senso gli operatori tradizionali della gds sono più preparati e attrezzati. Se la spinta alla R&D rappresenta uno dei vantaggi, dall’altro lato c’è la grande responsabilità di offrire un prodotto semplice e affidabile per tutti gli utenti.