Mobile ed elettrodomestici: una partnership indiscussa 

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Mauro Mamoli, presidente di Federmobili
Mauro Mamoli, presidente di Federmobili

La Federazione Nazionale dei Negozi d’Arredamento – Federmobili Confcommercio Imprese per l’Italia rappresenta oltre 15.000 aziende di distribuzione di arredamento presenti oggi in Italia, con circa 17.000 punti vendita. È attiva sul territorio dal 1967 come portavoce degli interessi della distribuzione, promuove lo sviluppo del settore, contribuendo a rafforzare lo spirito associativo della categoria e l’interscambio delle relazioni tra i vari attori della filiera.
Abbiamo chiesto al presidente di Federmobili, Mauro Mamoli, quali sono le tendenze più evidenti nel mercato della cucina e quanto sono efficaci le sinergie commerciali tra il mobile e l’elettrodomestico in questo settore.

Come opera Federmobili?
Il compito di Federmobili è di tutelare i propri associati, comprendendone le esigenze, incoraggiandone la collaborazione, proponendo efficaci soluzioni alle problematiche di comune interesse.
La Federazione opera su diverse aree di attività, portando avanti da anni progetti concreti e di ampio respiro sia sul fronte dell’attività istituzionale (rappresentanza di categoria e relazioni politico-sindacali), sia attraverso la promozione di una rete di servizi a forte carattere innovativo e ad alto valore aggiunto.
A Federmobili possono associarsi: i sindacati dei negozi d’arredamento costituiti nell’ambito delle organizzazioni territoriali aderenti a Confcommercio Imprese per l’Italia e gli operatori del settore che abbiano aderito al Codice di Etica Commerciale messo a punto dalla Federazione insieme con la Camera di Commercio di Milano e in accordo con Unioncamere Nazionale (soci imprenditori); gli altri operatori del settore (soci sostenitori); organizzazioni, istituzioni ed enti che perseguono finalità in armonia con quelle della Federazione (soci aderenti).

Qual è stato l’andamento del mercato italiano del mobile nel 2017?
Al momento sono disponibili delle stime (fonte Csil) che prevedono una chiusura 2017 con una crescita dell’1,3% rispetto il 2016. Questi dati confermerebbero che dal 2014 in avanti si è interrotta la fase di negatività e si è ricominciato lentamente a crescere. Sicuramente un aiuto all’arresto dell’emorragia lo ha dato anche il Bonus Mobili: dalla sua introduzione nel 2013 ha consentito ai contribuenti di recuperare parte delle spese effettuate e alle imprese del settore di promuovere vendite e servizi.

E per quanto riguarda nello specifico l’ambiente cucina, può darci qualche numero specifico e descriverci le principali tendenze degli ultimi anni?
Anche nel caso delle cucine non sono ancora disponibili dati aggiornati. Quello che abbiamo potuto rilevare negli ultimi anni è che la cucina – come merceologia di vendita da parte dei negozi tradizionali – è quella che ha risentito meno delle aggressioni della grande distribuzione organizzata. In altre parole la distribuzione tradizionale non ha perso quote di mercato nelle vendite di cucine così come è successo per altri ambienti della casa. Sempre dalle nostre rilevazioni possiamo dire che, a livello di fatturati dei negozi, la cucina contribuisce per più del 37% al fatturato totale del punto vendita, e questa quota è in crescita (nel 2013 il “peso” delle cucine sul fatturato era del 36,5% nel 2016 del 37,5). Per quanto riguarda l’assetto distributivo la tendenza dei marchi industriali più noti è quella di aprire negozi monomarca in partnership con i rivenditori “storici” dei loro marchi. Probabilmente è anche grazie a questa politica distributiva che i rivenditori tradizionali sono riusciti a mantenere pressoché invariate le loro quote di mercato negli ultimi 5-6 anni, nonostante, come si accennava prima l’aggressività della Grande Distribuzione Specializzata.

Mobili ed elettrodomestici sono ormai quasi sempre inseparabili nell’offerta di una cucina completa. Quanto, a sua avviso, la dotazione tecnologica influenza la scelta di una cucina e viceversa?
Se è vero che l’acquisto di una cucina comporta, nella maggior parte dei casi, l’acquisto degli elettrodomestici, ma non è altrettanto vero che l’acquisto di questi ultimi avvenga attraverso lo stesso canale di vendita. Molto spesso, soprattutto negli ultimi anni, i mobili della cucina vengono acquistati nel negozio di arredamento mentre gli elettrodomestici presso i grandi centri specializzati in elettronica di consumo o avvalendosi del mercato e-commerce. In questi casi l’attenzione del consumatore è concentrata più sul prezzo che sulle performance dell’elettrodomestico. Chi riesce a vendere cucine ed elettrodomestici con un’offerta completa è generalmente quel rivenditore che è in grado di trasferire competenza tecnica e consulenza professionale tanto sul layout della cucina quanto sulle caratteristiche prestazionali dell’elettrodomestico.

C’è sinergia tra i fornitori di elettrodomestici e i rivenditori di mobili? Quali ambiti di lavoro si potrebbero migliorare in questa partnership?
Le sinergie ci sono, basti pensare agli eventi che molti rivenditori organizzano con Show Cooking, presenze di Chef stellati e presentazioni di nuovi modelli in anteprima nelle loro esposizioni. Alcuni produttori di elettrodomestici scelgono di distribuire i propri prodotti solo attraverso il canale dei mobilieri per evitare confronti di prezzo con le offerte promozionali della GDS, molti puntano sulla formazione del personale di vendita affinché le obiezioni di prezzo vengano contrastate con le prestazioni e le differenze che gli elettrodomestici hanno tra di loro, anche questi sono modelli di partnership che possono fidelizzare il cliente/rivenditore e il consumatore finale.

Disponete di dati relativi alle vendite di elettrodomestici nei punti vendita dei vostri Associati?
Sempre in base alle nostre rilevazioni si potrebbe dire che il 70/75% delle cucine vendute è completa di elettrodomestici. Questi ultimi per il 50% dei casi vengono acquistati direttamente dal produttore della cucina ordinata, negli altri casi si ricorre alla fornitura presso i distributori di zona.

Quali pensa potranno essere le principali tendenze dell’ambiente cucina dei prossimi anni?
Difficile dirlo, stilisticamente non credo ci sia da inventare ancora molto, dal punto di vista della funzionalità potranno migliorare ulteriormente i meccanismi e si potranno introdurre nuovi accessori. Molto probabilmente anche la cucina avrà bisogno di essere sempre più “connessa”: già da qualche tempo vediamo cucine con schermi integrati nelle ante, prese usb e per la ricarica di cellulari, proiettori luminosi che ci fanno vedere ricette e ingredienti direttamente sui piani di lavoro della cucina senza avere bisogno di libri o device. Oltre a questo la tecnologia che andrà a implementare gli elettrodomestici con App e controlli da remoto. Una cucina del futuro che ci riporterà alla memoria Blade Runner nella sua prima versione del 1982, ambientato nella Los Angeles del 2019, e incredibilmente premonitore.