Federdistribuzione-AcNielsen – L’eldom cresce nella gds ma cala nella gdo

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Dati Federdistribuzione
Secondo le analisi di federdistribuzione, aumenta il peso delle catene specializzate, mentre il valore degli elettrodomestici diminuisce negli iper e supermercati che trattano questa merceologia

Continua a evolvere la figura del consumatore italiano che, stando alle analisi di Federdistribuzione è sempre più attratto dai beni durevoli, soprattutto se tecnologici, o da servizi immateriali. Tra i consumi commercializzabili, quindi, si riducono quelli alimentari a favore di altre merceologie, come i prodotti tecnologici, da un lato, e i servizi ricreativi dall’altro.

Secondo gli ultimi dati disponibili, i generi non alimentari detengono una quota del 10% sul totale dei consumi totali (obbligati e non). Una percentuale sempre più vicina a quella del food, che supera di poco l’11%. Viaggi, intrattenimento e ristorazione diventano così i “concorrenti” principali dei beni durevoli nel contendersi la fetta di spesa che rimane ai consumatori, tolte appunto le spese obbligate. Alberghi, ristoranti e viaggi rappresentano, secondo le ultime rilevazioni, il 14,1% dei consumi, mentre benessere, sport, spettacoli e servizi professionali hanno un peso del 19,3%.

In questo contesto, se esaminiamo le variazioni dei consumi a prezzi correnti, i consumi di elettrodomestici ed elettronica di consumo hanno registrato una delle crescite più importanti negli ultimi anni, pari al 4,9% nel 2015 e al 3,6% nel 2016, la più elevata se paragonata a tutte le altre merceologie sia alimentari sia non food.

Ma dove si acquistano più frequentemente gli elettrodomestici?

Osservando il trend della distribuzione, si riscontra tra il 2013 e il 2016 una progressiva riduzione dei punti vendita appartenenti alle catene specializzate, che da 31.057 punti vendita sono scesi a 29.850 negozi. Sul totale degli esercizi commerciali, però, il peso di questo canale è in aumento da diversi anni, passando dal 19,6% del 2000 al 32,6% del 2016.

Nell’area Non Food, si evidenzia una crescita progressiva della distribuzione specializzata in elettronica di consumo e in edutainment, settore che dal 2012 al 2016 è passato dal 21,3% al 22,9%, assestandosi al secondo posto per importanza, dopo l’abbigliamento, sul totale della distribuzione specializzata non alimentare.

Il successo di questo canale è dimostrato dal trend delle vendite. Se, infatti, nei negozi specializzati il sell-out di elettrodomestici e consumer electronics è aumentato negli ultimi due anni, nei punti vendita generalisti è diminuito, seguendo l’andamento del resto delle merceologie non food.

Ciò emerge dai dai dati AcNielsen, secondo i quali tra il 2015 il 2016 il Non Food nei canali degli iper e supermercati ha visto un calo a valore generale del 3,7%. Nel caso del cosiddetto “bazar pesante”, che include elettrodomestici, telefonia, foto, ottica e arredamento, e rappresenta il 27,4% del totale del fatturato non alimentare, ha registrato una flessione del 6,6%. Il piccolo elettrodomestico resta il prodotto meno toccato dalla contrazione, benché AcNielsen rileva nel 2016 un calo del 3,4%. Decisamente più penalizzati sono stati gli apparecchi del Bianco (-15,1%) e del Bruno (-10%).

Dati Federdistribuzione