Il retail fisico non è morto, ma la vendita al dettaglio “noiosa” sì

Steve Dennis (Reinventing Retail In The Age of Amazon) ha scritto recentemente su Forbes che la vendita al dettaglio non è morta ma lo sono i punti vendita noiosi, indifferenziati, irrilevanti e insignificanti: sono già morti, moribondi o pericolosamente sull’orlo del precipizio.

Nonostante si parli di “Retail Apocalypse”, negli Stati Uniti – anche se continuano a chiudere negozi e centri commerciali – la realtà è che lo shopping nei negozi fisici continua a crescere, anche se ad un ritmo molto più lento rispetto all’online. Le nuove aperture dei negozi fisici sono cresciute di oltre il 50% di anno in anno. Se da un lato si tratta soprattutto di attività rivolte alla vendita di merce di basso livello (e rigorosamente off-price), si riscontra anche una crescita significativa di negozi specializzati e decisamente di nicchia. Dennis ricorda che negli Stati Uniti, nel 2017, circa il 91% di tutte le vendite al dettaglio sono state trattate nel punto fisico.

E, nonostante l’ineluttabile crescita esponenziale dello shopping online, gli analisti prevedono che nel 2025 oltre l’80% di tutte le vendite al dettaglio saranno ancora sviluppate nei negozi fisici reali.

Uno studio di Deloitte intitolato “The Great Retail Bifurcation” prova a spiegare il fenomeno. Condizionato da fattori demografici (la biforcazione tra ricchezza e povertà), la stagnazione dei salari e l’aumento del costo dei “beni essenziali”, il fenomeno sta inducendo gli americani a basso reddito a cercare opzioni a buon mercato che penalizzano il valore. Di contro, gli alti redditi hanno generato quella biforcazione che ha creato potere di spesa per la vendita al dettaglio più onerosa. I dati di Deloitte mostrano chiaramente il forte effetto di biforcazione che ne deriva, con tipologie di negozi agli opposti (in crescita e in declino).

La partita è fra negozi che vendono quasi esclusivamente promozionalità e altri che offrono acquisti esperienziali, un ottimo servizio clienti, negozi vivaci e integrazione con l’online.
Ovviamente questi ultimi sono la dimostrazione che la vendita al dettaglio non è morta, ma che al contrario gode di ottima salute.
Mentre i negozi che offrono un servizio mediocre, marketing basico, promozioni ripetitive e impostate unicamente sul prezzo, location dai format standard e opachi sono destinati all’estinzione.

È chiaro che il futuro del retail non sarà distribuito in maniera uniforme, e chi non saprà rinnovarsi finirà (come già sta accadendo) nel baratro, sconfitto da Amazon.

E allora, ecco che Dennis (anche utilizzando il report Deloitte) sfodera le sue regole sul futuro del commercio:

  1. La vendita al dettaglio non è morta, ma è molto diversa dal passato
  2. Il futuro del retail non sarà equamente distribuito fra le varie realtà
  3. È probabile che il mercato continuerà a svilupparsi con dinamiche “biforcate”, causando un certo numero di vittime periodiche
  4. Non si può pensare di essere negozi “noiosi”
  5. I negozianti in difficoltà devono scegliere la giusta strada da percorrere
  6. Bisogna imparare a fare i conti con Amazon
  7. Molto probabilmente si dovrà trovare qualche soluzione straordinaria
  8. Si deve iniziare e fare meglio… e in fretta
  9. Ora è il momento migliore per cambiare, anche se sembra regnare il pessimismo