Il Gruppo Candy passa alla seconda generazione di eldom connessi

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Beppe Fumagalli, CEO di Candy Group

Il binomio “innovazione-concretezza” resta alla base della filosofia del Gruppo Candy, ai quali già da tempo si aggiunge la “smartness”, che spicca nelle new entry del 2017, come la lavatrice Bianca e il forno Watch&Touch firmati Candy, così come la Cucina del Futuro Hoover, prodotti accomunati da contenuti e prestazioni estremamente avanzati ma semplici e immediati da usare, mission che il Gruppo non perde mai di vista. Ma mentre Candy si propone di rispondere alle esigenze più concrete della quotidianità, Hoover amplia ulteriormente i suoi orizzonti con un’innovazione che stabilisce una relazione bilaterale tra consumatore ed elettrodomestico.
Dopo quattro anni di crescita importante, abbiamo chiesto a Beppe Fumagalli, CEO di Candy Group, quali sono le aspettative per il 2018.

Nel 2017 il Gruppo Candy è stato innovativo in diversi ambiti. Quali sono state le novità più rilevanti del 2017?
Abbiamo chiuso un’intensa fase di lanci e ci prepariamo a raccoglierne i frutti. Le novità dell’anno si sono focalizzate su varie soluzioni IoT per la smart home declinate in diverse aree. All’ultima edizione dell’IFA abbiamo presentato la Kitchen of the Future di Hoover, un vero e proprio ecosistema estremamente avanzato. Non si tratta, infatti, di un concept a sé, ma di qualcosa di molto articolato e concreto: una cucina in cui gli elettrodomestici sono interconnessi tra di loro seguendo una logica che porta a offrire un servizio integrato all’utente, adattandosi alle sue esigenze e addirittura anticipandole. Un esempio? Il consumatore può inviare alla cucina un messaggio da remoto tramite smartphone, avvisandola della necessità di preparare una cena. Grazie alla sofisticata intelligenza artificiale, vengono attivate una serie di funzioni negli elettrodomestici: così, per esempio, il frigorifero rileva gli ingredienti potenzialmente utili per preparare un piatto e segnala l’eventuale necessità di aggiungere quelli mancanti; il forno a sua volta si setta automaticamente per cucinare la pietanza scelta e così via, in modo da offrire all’utente un aiuto concreto e personalizzato secondo le sue esigenze.

Si tratta quindi di un’evoluzione delle prime forme di IoT?
Il concetto di smart home sta certamente evolvendo. All’inizio era molto razionale e legato, per esempio, ai consumi energetici. Ora, invece, questa visione un po’ “tecnocratica” del mondo sta per essere superata e prevale l’offerta di soluzioni reali per rispondere alle necessità della vita quotidiana del consumatore e semplificarla.

La semplicità nell’uso resta una delle vostre priorità, quindi?
Sì, in particolare per il brand Candy, con il quale vogliamo proporre soluzioni più pragmatiche, vicine all’utente e ai problemi della vita quotidiana. Con Hoover, invece, la prospettiva è un po’ più dinamica, e l’innovazione vuole creare una relazione bilaterale tra l’utente e l’elettrodomestico, che si adatta alle sue esigenze, personalizzando le soluzioni proposte.

Ogni brand dunque ha una sua identità?
La nostra strategia multi-brand si focalizza su una declinazione coerente dei nostri tre marchi di punta: Candy e Hoover, che hanno un profilo decisamente internazionale, e Rosières, che mantiene la sua forte connotazione francese, pur essendo apprezzato in molti altri mercati.
Ognuno di essi ha in sé valori e identità peculiari che vogliamo trasmettere con i nostri prodotti. Candy è la marca internazionale e il marchio che offre soluzioni alla vita quotidiana dell’utilizzatore. Nel contempo incarna l’italianità, l’Italian lifestyle con tutti i suoi valori positivi, come il desiderio di vita sana, la passione per lo sport, la buona cucina, la bellezza e il design. Tutti elementi che non si ritrovano in altri paesi, ma che continuano a caratterizzare l’Italia. Hoover, invece, tra i nostri brand è il più conosciuto nel mondo. Nasce con l’aspirapolvere ma ha saputo tradurre la propria vocazione innovativa in tanti altri segmenti con prodotti che si posizionano nella fascia premium del mercato, perché caratterizzati da design e contenuti indirizzati a un consumatore più urbano, attratto dalla tecnologia e più propenso ad acquistare un prodotto che si adatti alla propria personalità e alle proprie esigenze.

Quali sono i segmenti nei quali i vostri brand hanno una presenza più consolidata?
Candy rimane sicuramente un grande specialista del Lavaggio, che ha trovato un’evoluzione naturale nella cucina e nel built-in. Presenta un design maggiormente legato all’estetica che si armonizza con l’arredamento. Nei contenuti tecnologici, inoltre, torna a ribadire la sua italianità, offrendo i plus di un grande elettrodomestico italiano per la cottura.
Hoover ha invece esteso il know-how tecnologico nato nel segmento vacuum cleaner prima al Lavaggio e ora, a sua volta, alla cottura, ampliando così notevolmente la sua offerta.
Nella Cottura, però, si posizione in fascia più elevata, con un design molto sofisticato e tecnologie ancora più avanzate.
Rosières, infine, è un marchio con una grande presenza nel built-in premium. Esercita, in quanto tale, un certo fascino nei mercati dove si può esportare il concept della grande cucina francese di marca.

Qual è la strategia distributiva associata ai vostri brand?
Credo che il mondo abbia superato il concetto della separazione dei canali. Ormai siamo entrati nell’era dell’omnicanalità trasversale tra on-line e off-line, che ci permette di essere presenti in modo capillare in tutti i canali coerenti al posizionamento dei prodotti e dei marchi.

E all’estero, qual è la presenza di ogni marchio?
Varia da paese a paese. Attualmente il nostro primo mercato è l’Inghilterra, dove Hoover fa la parte del leone. In Italia, invece, che è il nostro terzo mercato, Candy ha una presenza maggiore rispetto a Hoover, così come in Francia, dove Candy è il nostro marchio più presente, seguito da Rosières e Hoover.

Perché all’IFA avete deciso di presentare le novità di prodotto attraverso la realtà virtuale?
Con questa iniziativa abbiamo voluto rispondere al desiderio di ottenere una migliore rappresentazione dei prodotti nel loro ambiente e uso quotidiani. La realtà virtuale, infatti, permette di vedere il prodotto in maniera ancora più completa e accattivante rispetto all’esposizione tradizionale del suo modello fisico. Come abbiamo dimostrato all’IFA, si può addirittura disassemblare un apparecchio in modo virtuale, così da vederne ogni parte.
Per i modelli già esistenti, si può poi mostrare il prodotto nel suo uso quotidiano e farne apprezzare i contenuti facendoli vedere all’utente integrati nell’ambiente domestico.
L’iniziativa è stata molto apprezzata anche dai retailer, che hanno immaginato come la realtà virtuale potrebbe essere trasferita proficuamente nei negozi.

Come si è chiuso il 2017 per il Gruppo Candy? Che tendenze avete rilevato?
Questo sarà per noi il quarto anno consecutivo di crescita importante a livello di Gruppo. Ci aspettiamo un altro record di fatturato che, a cambi costanti, dovrebbe registrare un incremento di circa il 10%. Anche la redditività dovrebbe migliorare rispetto al 2016, nonostante l’impatto negativo dell’aumento dei prezzi delle materie prime registrato nell’ultima parte dell’anno.
Per quanto riguarda le tendenze, si riscontra a livello europeo un buon andamento del built-in e si riconferma il trend brillante di tutto il mondo della Cucina, ancora trainato dai media e dalle trasmissioni televisive a tema, non solo in Italia ma anche in Europa.

Hoover presenta Kitchen of the Future, un vero e proprio sistema connesso che offre una perfetta sinergia tra intelligenza artificiale e interconnettività tra i dispositivi, per ricreare un ecosistema tecnologico fluido e perfettamente collegato.
Hoover presenta Kitchen of the Future, un vero e proprio sistema connesso che offre una perfetta sinergia tra intelligenza artificiale e interconnettività tra i dispositivi, per ricreare un ecosistema tecnologico fluido e perfettamente collegato

Dalla prima lavatrice italiana agli elettrodomestici connessi. Cosa ricorda con più emozione di questo percorso?
Naturalmente sono tante le tappe salienti della nostra storia, ma se dovessi citarne una davvero significativa, sarebbe sicuramente l’acquisizione di Hoover nel 1995, perché con quell’operazione l’azienda ha fatto un passo davvero notevole. Non si trattava più, infatti, dell’acquisizione di marche locali, ma di un’importante realtà europea, che ha fatto fare al nostro Gruppo un salto dimensionale di grande portata. È stato di sicuro un momento di svolta molto rilevante, che ha toccato tutta l’azienda da un punto di vista tecnologico e di coinvolgimento generale.

Quali saranno le novità del Gruppo Candy per il 2018?
Oltre ai prodotti già citati, come la lavatrice Candy Bianca e l’aspirapolvere Hoover Rhapsody, abbiamo ancora un intenso programma di lanci, ma è ancora presto per parlarne. Diciamo solo che ci stiamo preparando per Eurocucina, dove saremo presenti con tutti i nostri tre marchi.

Il traguardo dei 2 miliardi di euro di fatturato si avvicina, allora?
Assolutamente sì, anno dopo anno.