ISTAT Italia: consumi e produzione in ripresa

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2 Dati Istat
Il rapporto annuale ISTAT mostra un trend positivo sia per la domanda interna sia per il pil nazionale. Ripartono anche le imprese, ma solo se votate all’internazionalizzazione

Il Rapporto Annuale stilato dall’Istat sulla situazione complessiva dell’economia italiana presenta un bilancio positivo.
Il Pil in volume è aumentato dello 0,9% nel corso del 2016 e la domanda interna ha registrato un incremento dell’1,4%. I consumi finali nazionali confermano la ripresa generale, passando dal +1% del 2015 al +1,2% messo a segno lo scorso anno.
Per quanto riguarda l’export, si riscontra una lieve crescita delle esportazioni di merci italiane sul totale degli scambi mondiali, ma con un trend a doppia marcia: l’export è in rialzo verso i mercati dell’Unione Europea (+3%), ma in calo verso le aree extra UE (-1,2%).
Nel complesso anche la produzione industriale mostra un andamento positivo, con una crescita dell’1,6% rispetto il 2015, ma il trend è rimasto stabile per i beni di consumo.
Le previsioni per il 2017 restano in territorio positivo: il Fondo Monetario Internazionale stima un’accelerazione del prodotto e del commercio mondiale determinata dal miglioramento delle prospettive nei paesi avanzati. Da notare che nell’Area Euro la crescita dovrebbe essere trainata dai consumi delle famiglie che, stando alle previsioni, dovrebbero godere di un maggiore potenziale di spesa e di migliori condizioni occupazionali.
In tale contesto, si evidenzia finalmente anche una ripresa della manifattura che, dopo la difficile fase di crisi, ha attraversato un duro processo di selezione dal quale sono emerse solo le imprese finanziariamente più solide e più internazionalizzate.
Secondo i dati Istat, tali organizzazioni sono circa 240.000 in Italia e impiegano 5 milioni di addetti, generando oltre 360 miliardi di valore aggiunto.
Le strategie aziendali che hanno guardato oltre-confine hanno tratto giovamento in termini di sviluppo economico, di consolidamento interno, accrescendo nel tempo i mercati di sbocco e i prodotti esportati.
«Tra il 2014 e il 2016 – si legge nel Rapporto Annuale 2017 dell’Istat – ai passaggi verso forme più complesse di internazionalizzazione si sono associati aumenti nel numero medio di prodotti venduti e di mercati di riferimento. Viceversa, i casi di ridimensionamento dell’attività internazionale si sono accompagnati a contrazioni medie di prodotti, paesi e aree servite».

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