La cappa connessa

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J-Project è una cappa open source completamente personalizzabile nelle funzioni e nei componenti. A firmarla è Faber, e rappresenta una piccola grande rivoluzione tra le mura di casa. Mentre si cucina, si potranno avere e condividere informazioni in tempo reale, sfruttando uno degli elettrodomestici più diffusi e molto spesso sottovalutato. Si potrà, ad esempio, controllare l’inquinamento domestico, i livelli di monossido di carbonio presenti nella propria abitazione o regolare l’umidità. Ma anche leggere le notizie da internet, seguire una video ricetta, o dare un’occhiata al feed di Twitter. Le possibilità di personalizzazione sono virtualmente infinite. «Negli ultimi anni abbiamo sentito molto parlare di IOT, Internet delle Cose e Robotica per tutto quello che riguarda il settore della telefonia o dell’automazione industriale – afferma Dino Giubbilei, Marketing Director di Faber Spa. Con J-project il concetto di internet of things entra anche nel mondo delle cappe aspiranti, grazie a un team di giovani che ha sviluppato qualcosa di innovativo e veramente futuribile, unendo software open source, tecnologie smart, ingegneria robotica e know how da primato». La cappa integra, infatti, un modulo SCK (Smart Citizen Kit), provvisto di diversi sensori, quali temperatura, umidità, luce, suoni, monossido di carbonio, diossido di azoto, e le reti wi-fi disponibili. Il pannello frontale dell’elettrodomestico è un vero e proprio video interattivo. Esso, oltre alle informazioni raccolte dai sensori, rivela tweet, notizie e immagini provenienti da device esterni. Partendo dall’idea di “condividere per migliorare la vita di tutti i giorni”, gli ingegneri Faber hanno dato vita a un Software Development Kit (SDK), che offre alla community di utenti, appassionati e consumatori di apportare qualsiasi tipo di modifica, per soddisfare ogni esigenza. J-Project può essere customizzato non soltanto attraverso l’aggiunta di sensori, ma anche App e algoritmi che consentono alla cappa di interagire con l’utente. Per esempio, laddove l’elettrodomestico dovesse percepire, tramite uno specifico sensore, un alto livello di umidità nell’ambiente cucina, suggerirebbe di azionare il filtro di aspirazione per ridurre il problema. Per la prima volta, le esigenze personali dei clienti si fondono con la tecnologia del prodotto, diversificandone e moltiplicandone le funzioni. Il progetto, attualmente in fase di elaborazione e quindi non ancora in produzione, è stato sviluppato all’interno del Faber Tech: un laboratorio di idee e di sperimentazioni, nato dall’unione di cinque giovani ingegneri Faber – tutti tra i 30 e i 35 anni e tutti italiani – composto da Alessandro Donnino, il team leader, Chiara Mariani, David Caracini, Enrico Erba e Michele Conti. Ed è proprio Alessandro Donnino, Innovation Architect, R&D Department di Faber, a spiegarci le caratteristiche del prodotto.

Da cosa nasce questo nuovo progetto? Come funziona?
J-Project rappresenta lo stato dell’arte della tecnologia Faber. Ogni elemento in questo concept, non ancora in commercio, è davvero speciale. Si tratta di una cappa realmente verticale che, grazie al nuovo gruppo ventilatore Nautilus, dalle dimensioni molto ridotte, raggiunge le più elevate performance sul piano energetico, portando in classe A dei prodotti che, normalmente, sarebbero in classe C. L’architettura hardware – il cuore della cappa – è pienamente integrabile con la piattaforma Arduino, quindi totalmente open source, ed è in grado di controllare l’inquinamento domestico e i livelli di monossido di carbonio, garantendo un’opportuna ventilazione ogni qual volta è necessaria. Inoltre, J-Project è dotato di un grande display intelligente, inserito nel pannello frontale in vetro, che consente di leggere notizie su internet, guardare video ricette, essere connessi ai propri portali social preferiti e associare dispositivi come il proprio smartphone. Ovviamente, trattandosi di un progetto Open Source, le possibilità di personalizzazione sono davvero molteplici e molte ancora da esplorare.

Quali sono le caratteristiche tecniche e le innovazioni introdotte in questo futuro elettrodomestico?
Se consideriamo il prodotto da un punto di vista puramente tecnico, la caratteristica che rende particolare J-Project è l’utilizzo del Nautilus: un sorprendente diffusore che in solo 15 cm. di spessore permette alle cappe che lo integrano di raggiungere la classe energetica A. Un risultato rilevante, visto che parliamo di prodotti che, con le precedenti tecnologie, avrebbero raggiunto una classe energetica inferiore. Il piccolo ingombro di Nautilus agevola il suo utilizzo soprattutto nelle cappe verticali, le quali possono mostrare un design caratterizzato da superfici perfettamente perpendicolari al piano di cottura, come nel caso della cappa Talìka. Da un punto di vista innovativo, invece, la particolarità è proprio quella di aver progettato la prima cappa open source: ossia un elettrodomestico che dialoga con l’utente e che si adatta alle sue esigenze, controllando, contemporaneamente, la qualità dell’aria nell’ambiente cucina.

Potrebbe spiegare meglio la funzione di Nautilus? Da dove deriva il suo nome?
È nato con lo scopo di aumentare l’efficienza energetica delle cappe aspiranti. Questo nuovo diffusore permette di ottenere ottimi risultati, riducendo il consumo di energia elettrica. Con una funzionalità senza precedenti e un design che rispecchia gli alti standard Faber, Nautilus è un progetto che prende ispirazione dalla natura. Proprio come indica il suo nome, la forma del diffusore è simile a quella del mollusco Nautilus; la cui linea, che regola la crescita della conchiglia, consiste nella spirale logaritmica della sezione aurea.

Quali e quante sono state le fasi che hanno portato all’ingegnerizzazione e alla prototipazione di J-Project?
Il prototipo è il frutto di tre fasi principali: la definizione dei casi di utilizzo e dei requisiti di progetto, la progettazione dell’hardware e del software, la realizzazione dei vari prototipi che abbiamo esposto in fiera – (Maker Faire Rome 2016, ndr). Ogni fase è stata una sfida continua per il Faber Tech che, proprio per l’intraprendenza dei suoi ingegneri e per la loro voglia di innovare, è riuscito a superare tutte le difficoltà ottenendo l’obiettivo finale.
Conclusa la fase di laboratorio, quale sarà il design del prodotto finale?
Quello di una cappa verticale nel vero senso della parola. Ed è un risultato a cui siamo giunti tramite l’utilizzo di Nautilus. Il suo piccolo ingombro fa sì che si possa ottenere una cappa che possiamo definire come ‘un quadro sopra la zona cottura’. Il design finale sarà molto simile a quello di Talìka: il nuovissimo modello presentato in occasione dell’ultima edizione di Eurocucina 2016.

Come si è formato il team di progettisti?
Volevamo partecipare alla Maker Faire con nuove proposte, attirando l’attenzione del pubblico con un prodotto fuori catalogo, in grado di sottolineare l’aspetto innovativo dell’azienda. Abbiamo riunito il laboratorio di idee Faber Tech creando qualcosa che nel mondo dell’elettrodomestico non si era mai visto prima. Da qui è venuto fuori J-Project: un concept che applica il modello open HW e SW, che si è rilevato bello, funzionale e davvero innovativo, in linea con lo spirito maker della fiera. Con J-project il concetto di IOT entra all’interno della cucina. Volevamo sperimentare nuovi utilizzi aprendoci alle App e alla connessione con altri device, sfruttando i sensori e la possibilità di introdurre nuove funzionalità.

Che cos’è il modulo SCK?
Lo Smart Citizen Kit o SCK è una piattaforma aperta, basata su Arduino, dotata di una serie di sensori, che rivelano la qualità dell’aria, il rumore e la luce, capaci di inviare dati a un server centrale che li elabora e li visualizza a tutti membri della comunità. Tramite la condivisione di questi dati, la piattaforma si pone l’obiettivo di fungere da nodo locale di una rete estesa a livello globale, che ha lo scopo di fornire informazioni davvero molto utili a tutti gli utenti. È inquinata l’aria che respiriamo in città, in ufficio o a casa? Lo possiamo scoprire con lo SCK e condividere quest’informazione con gli altri. In questo modo, potremo capiremo anche come migliorare l’ambiente in cui viviamo e, quindi, la nostra vita e quella dei nostri cari.

Che cos’è il Software Development Kit? A cosa serve?
Dobbiamo immaginare l’SDK come un insieme di strumenti SW che consente ad applicazioni, realizzate da sviluppatori esterni, di leggere gli ingressi (i sensori) e impostare dei comandi (le uscite), attraverso una serie di metodi standardizzati.
Nel produrre questo progetto quali obiettivi vuole centrare l’azienda?
Immettere nel mercato un prodotto che ancora non esiste è sicuramente il nostro primo obiettivo. Nello stesso tempo, Faber vuole restare fedele alla promessa che ha fatto ai suoi consumatori, proponendo ogni volta prodotti nuovi ma soprattutto funzionali.
Come vengono garantiti gli standard di sicurezza di J-Project?
La sicurezza è uno dei temi che ci sta più a cuore, e stiamo ancora valutando ogni singolo aspetto ad esso connesso. Naturalmente, come accade da sempre, ogni nostro prodotto è sottoposto all’analisi di enti certificatori nazionali e internazionali che ne verificano la piena conformità a tutte le norme vigenti.