GfK droni: un settore che cresce dell’80% a valore

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dati gfk droniCon una crescita del fatturato 2016 dell’80,2% e un aumento dei pezzi venduti del 28,9%, i droni iniziano a essere una merceologia interessante, anche perché il mercato italiano si sta evolvendo con prodotti nuovi, sempre più accattivanti per consumatori anche alle prime armi.
Le rilevazioni GfK sono infatti molto positive, riscontrando tra l’altro un rialzo significativo dei prezzi medi, saliti lo scorso anno del 39,8% rispetto al 2015.
Per chi ancora avesse poca familiarità con questo prodotto, spieghiamo brevemente di cosa si tratta e quante versione sono già presenti in commercio.
Si tratta di oggetti in movimento, volanti o subacquei, radiocomandati a distanza, il cui utilizzo prende le mosse dai settori militari e scientifici, in quanto i modelli professionali più evoluti già da diversi anni sono dotati di fotocamera o videocamera in grado di registrare filmati o scattare immagini, utili per le azioni di difesa, nel caso d’interventi militari, e per effettuare ricerche e rilievi nel caso di monitoraggi scientifici o spaziali. Ma questi sono solo alcuni esempi, in quanto l’uso di questi sofisticati strumenti robotici è ormai molto più esteso.
La cosa interessante è che in tempi più recenti, i droni hanno iniziato a diffondersi anche nei settori consumer, attualmente già ricchi di diverse alternative e fasce di prezzo.
Occorre precisare che, benché si tratti di oggetti ludici, i droni consumer vantano comunque un sofisticatissimo livello tecnologico, essendo dotati di fotocamere, videocamere, connessioni wi-fi, app per smartphone, microfoni e altro ancora. Sono inoltre disponibili versioni aeree, marine, terrestri o universali.
dati gfk droniStando ai dati GfK, a suscitare il maggior interesse nei consumatori sono attualmente i droni aerei, che lo scorso anno detenevano una quota a volume del 92,3%, rappresentando il 96,1% del fatturato 2016 del settore. Da notare la crescita d’importanza rispetto al 2015, quando la share a unità era del 78,5% e la quota a valore pari all’ 84,5. E stiamo parlando del segmento più costoso, passato da un prezzo medio di156 euro nel 2015 a 211 euro lo scorso anno, con un rialzo dei listini di oltre il 35%. Cosa che non ha frenato l’entusiasmo dei consumatori, considerato che lo scorso anno sono stati venduti il 51,5% di droni aerei in più rispetto al 2015, portando a un aumento del giro d’affari di questa merceologia di quasi il 105%.
Contestualmente sta crescendo anche l’importanza dei modelli marini che, benché rappresentino ancora una quota irrisoria sul totale dei droni venduti, nel 2016 hanno registrato un incremento a unità di quasi 170% e a valore del 105%. A influenzare positivamente l’andamento del segmento è stato anche il calo del prezzo medio del 24,1%, passato da 164 euro a 124 euro.
Una flessione notevole si evidenzia invece per i droni universali, che mostrano una riduzione dei volumi dell’88,3% e una contrazione del fatturato del 90,1%. Un trend che ha portato a una significativa riduzione delle quote di mercato del segmento, sceso tra il 2015 e il 2016 da una quota del 13% a una dell’1,2% per quanto riguarda la domanda complessiva di droni e dal 7,7% allo 0,4% per quanto riguarda invece il giro d’affari.

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