CANDY CONTINUA A CRESCERE PUNTANDO SULLO IOT

Beppe e Aldo Fumagalli

Nell’attesa della grande convention organizzata a Montecarlo per i buyer, Candy ha indetto una conferenza stampa per illustrare i suoi dati da record.
Beppe Fumagalli, CEO di Candy Group, ha parlato di una continua crescita del fatturato: dopo il +12,5 del 2015, il 2016 ha chiuso con ricavi consolidati di 1035 miliardi di euro (superata quindi la soglia psicologica del miliardo), pari a +10% (con un Ebit del 4,7%, pari a oltre 48 milioni di euro). Come riportato dalle rilevazioni GfK il gruppo ha registrato un incremento in Europa del 20%, attestandosi quale realtà che cresce maggiormente rispetto agli altri produttori di elettrodomestici. Un ottimo risultato per un gruppo industriale privato di carattere familiare inquadrabile nella media dimensione.
Quattro sono i segmenti strategici del gruppo (composto da Candy, Hoover e Rosières): lavaggio, elettrodomestici da incasso, piccoli elettrodomestici e refrigerazione. Intenzione dichiarata raggiungere una quota di mercato globale pari al 10% (calcolando che solo il grande elettrodomestico già copre una quota del 16%).
In termini di elettrodomestici interamente connessi (Smart Appliances), Candy è leader assoluta detenendo quote di mercato del 61,9% in Francia, 46,8% in Italia e 44.6% in Russia.
La connettività è ritenuta strategica anche perché rivoluziona le strategie di marketing in tema di rapporti con l’utente, perché permette di fidelizzarlo in una maniera più capillare e strutturata. I servizi offerti dalla connettività dovrebbero indurre il cliente soddisfatto a non staccarsi più dal brand.
Si è naturalmente parlato del recente accordo con Meiling, fra i primi tre produttori e distributori di elettrodomestici in Cina, che ha l’obiettivo di permettere la vendita in quel paese di 4 milioni di lavatrici con oblò frontale in tre anni. Ma la joint venture servirà anche per dare vita ad una collaborazione strategica nel campo della refrigerazione in Europa.
105 milioni di investimenti sono stati previsti nel piano industriale 2017-2019 (e la famiglia Fumagalli ha stanziato 70 milioni di euro per sostenere il piano industriale), obiettivo: raggiungere un fatturato consolidato di 2 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. Ha concluso Beppe Fumagalli: «La nostra vision è quella di essere leader nel conoscere i consumatori e le loro esigenze e questo ci permette di proporre le migliori esperienze sia in termini di prodotto che di servizio».
Insomma, sembra proprio che le incertezze degli anni scorsi siano un ricordo. Anche sul fronte del mercato del lavoro, ad una nostra domanda, Beppe Fumagalli ha chiarito che notevoli sono gli investimenti sull’Italia in termini di R&S e di ammodernamento dell’impianto industriale di Brugherio in ottica di “Industria 4.0”. Per quanto la delocalizzazione sia stata una dolorosa necessità, in Candy si sta riprendendo ad assumere per le varie opportunità che stanno sorgendo in Italia.
Aldo Fumagalli, Head of Washing and Smartness Business Sector, si è invece soffermato sul fortissimo impegno del Gruppo sul fronte dei Smart Appliances (anticipando una grossa novità per IFA 2017), in un percorso che ha portato a realizzare solo elettrodomestici smart. Al momento sono 220.000 gli utenti Candy connessi; si prevede che nel 2019 saranno un milione e mezzo.
«Oggi la connettività è entrata nelle nostre vite e in molti aspetti delle nostre attività quotidiane ed è destinata a farlo sempre di più», ha dichiarato Aldo Fumagalli. «Per questo crediamo che gli elettrodomestici, che rappresentano per molti un’interfaccia quotidiana e di uso continuo, debbano allinearsi e andare verso il concetto di simple e smart living, dialogando con le altre utenze e interfacciandosi con le preferenze e le esigenze di fruizione di ogni consumatore».